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28 Giugno 2017

ROMA 26 GIUGNO- APRE AL CENTRO CLINICO NeMO DI ROMA UN AMBULATORIO DEDICATO ALLA ” AREA RESPIRO”

Dopo appena due anni dalla sua apertura, il Centro clinico NeMO Roma, allarga i suoi servizi ai pazienti affetti da patologie neuromuscolari, che avranno a Roma un nuovo punto di riferimento. Il 26 di giugno il Centro Clinico NeMO Roma ha aperto un nuovo ambulatorio multidisciplinare dotato di una specifica «Area respiro»: uno spazio dove - grazie al Global Grant di vari club Rotary di Roma - sono disponibili strumentazioni avanzate per la valutazione e il supporto della funzione respiratoria. Nei due ambulatori lavoreranno in maniera dedicata uno pneumologo e un fisioterapista respiratorio, per seguire in maniera specifica le difficoltà di respirazione dei pazienti, oltre che un neurologo e uno psicologo. L'insufficienza respiratoria è la prima causa di mortalità tra i pazienti bambini e adulti.  

L'ambulatorio ha come obiettivo seguire sin dalla diagnosi le possibili complicazioni respiratorie dei pazienti con patologie neuromuscolari, malattie altamente invalidanti che oggi in Italia riguardano oltre 40.000 persone, e cercare di preservare la migliore qualità di vita. 
La diagnosi tempestiva dei disturbi respiratori e un adeguato monitoraggio della loro evoluzione riducono gli accessi del paziente in pronto soccorso in situazioni critiche e anche il numero di ricoveri, migliorando così la sua qualità di vita e sopravvivenza.

ALBERTO FONTANA, presidente del Centro Clinico NeMO, ringrazia «Siamo grati per l'importante contributo che ci è stato donato dai club Rotary di Roma per la creazione di questo nuovo ambulatorio e per il supporto che arriva dal Policlinico Gemelli, da sempre luogo ricco di competenze e di umanità. Anche questa nuova struttura risponde al modello omniservice che caratterizza da sempre NeMO e che si basa sulla presa in carico globale del malato grazie a un piano clinico-assistenziale multidisciplinare, che pone il paziente al centro per consentirgli la migliore qualità di vita possibile. Non è quindi il paziente che si ‘sposta' per trovare tutte le competenze e gli specialisti di cui ha bisogno ma sono queste ultime a essere tutte presenti, in maniera continuativa, presso la struttura.